Sperando di poterne fare una versione più aggiornata a breve, queste sono le indicazioni per chi adottava a La Paz con L'Istituto La Casa fino al 2005
Prima della partenza
E’ consigliabile dotarsi di una guida turistica tipo Lonely Planet
Recarsi al Consolato Boliviano per mettere i visti sul passaporto. Il visto deve essere per uso adozione e costa 90€ da pagare in contanti.
Fare una fotocopia dei documenti, completi delle traduzioni, che potranno servire nei colloqui che si svolgono nel periodo preadottivo.
E’ consigliabile partire con qualche vestitino adeguato all’età del bambino (se si conosce questa informazione), ed eventualmente, se è nell’età, di un passeggino, che può essere portato fin sotto l’aereo e ripreso all’arrivo, oltre a dei vestiti da lasciare ai bambini della scuola di Suor Domitilla.
All’arrivo
La Paz è a 3.600 metri, il clima è secco. Tra ottobre e febbraio di giorno fa caldo e, in ottobre, può bastare una giacchetta e un maglioncino. Da dicembre comincia la stagione delle piogge ma continua il caldo. Di notte invece è sempre necessario essere un po’ più coperti. Nel periodo autunno-inverno invece fa freddo e bisogna coprirsi bene (marzo-settembre).
Bisogna tener presente che se si va a vivere in appartamento e non in hotel, non c’è riscaldamento né acqua calda, ma si viene forniti di stufetta elettrica per la camera e si ovvia alla mancanza di acqua calda con i termos.
Attenzione all’altitudine. Appena arrivati è necessario fare pochi sforzi, camminare lentamente. Se si avverte mal di testa, affaticamento, fiatone, difficoltà a respirare, è necessario tener sotto controllo la pressione. In via preventiva, ai primi segni, si può prendere un farmaco che si chiama Sorocipil, a base di acido acetilsalicilico (aspirina), oppure bere l’infuso di erbe di coca (mate) che fa abbassare la pressione e toglie il ma di testa.
E’ necessario arrivare con almeno 3.000 dollari, 500 andranno come donazione all’orfanotrofio (questo sicuramente vale per l’Hogar Villega, che rilascia una ricevuta) e 2.500 vanno dati a Suor Domitilla che li girerà all’avvocato.
E’ preferibile fare anche una piccola donazione, di circa 400 bolivianos, per le assistenti dell’orfanotrofio. Comunque fare sempre riferimento a Suor Domitilla (1€=10 bolivianos).
Per l’appartamento si può portare i dollari dall’Italia o prelevare di volta in volta. I prezzi sono intorno ai 35$ tutto compreso.
Per vedere il bambino è necessario aspettare la sentenza del tribunale ma è possibile che l’orfanotrofio autorizzi, ancora prima, in via ufficiosa la coppia a recarsi a conoscere il bambino anche prima.
La prima sentenza è quindi quella che permette alla coppia di recarsi all’orfanotrofio e conoscere il bambino. In realtà questa sentenza può anche non esserci e la coppia può essere portata a vedere il bambino praticamente da subito. Ricordarsi che alle udienze è necessario vestirsi in modo elegante (giacca e cravatta per gli uomini) e all’ultima udienza portare dei regali per la giudice e tutte le persone presenti all’udienza. Per questo è meglio portare dall’Italia qualcosa di tipico ma non eccessivo. Questa cosa va comunque vista con Suor Domitilla che aiuterà e consiglierà.
Dopo aver conosciuto il bambino è possibile che l’orfanotrofio, anche prima della seconda sentenza di affido preadottivo, permetta alla coppia di portare a casa, in via ufficiosa, il bambino.
In tal caso sarà meglio non uscire tanto dall’appartamento in attesa della seconda sentenza.
Con questa seconda sentenza il giudice affida ufficialmente per 15 giorni il bambino alla coppia. Perché questo sia possibile è necessario che l’assistente sociale dell’orfanotrofio, esprima un valutazione positiva del periodo di conoscenza tra la coppia e il bambino nei giorni di visita all’orfanotrofio (o comunque del periodo passato insieme).
Si consiglia di chiedere il certificato di sussidiarietà all’orfanotrofio in questo periodo. Tale certificato è tra quelli da faxare in Italia per ottenere l’autorizzazione all’ingresso.
In tale periodo, di affido preadottivo, la coppia può uscire e vivere normalmente con il bambino.
In questo periodo un’assistente sociale e una psicologa, della prefettura, verranno dalla coppia per fare 2 colloqui di valutazione al fine di scrivere una relazione che servirà alla giudice per la terza e ultima sentenza. I colloqui, alla presenza di Suor Domitilla che traduce, vertono sia su cosa la coppia ha osservato del bambino, sia su di loro come coppia, sia su di loro come nuovi genitori, e su che cosa è cambiato per loro. Alla fine chiederanno di disegnare una casa, una persona ed un albero e chiederanno di fare un test su colori disponendo delle fasce colorate dal colore preferito a quello che non piace.
In questi giorni, sia la coppia che il bambino verranno sottoposti ad una visita medica.
Tutti gli spostamenti per questi adempienze, sono fatti con Suor Domitilla (presente alle udienze) o con una sua incaricata o un’assistente dell’avvocato, che è, a sua volta, sempre presente alle udienze.
Sempre in questo periodo l’orfanotrofio fissa un colloquio con la psicologa e con il pediatra che rilasceranno alla coppia tutta la documentazione in loro possesso sul bambino (relazioni psicosociali, relazioni mediche, certificati di test, certificati di vaccinazioni) e che servirà una volta in Italia e per successive visite mediche.
La terza sentenza in genere avviene dopo circa 20 giorni dalla seconda, ed è la sentenza di adozione definitiva per lo stato boliviano. Con questa sentenza il bambino acquista i cognomi del padre e della madre e il giudice ordina l’iscrizione all’ufficio elettorale con i nuovi cognomi, per cui tra i documenti che verranno prodotti ci sarà anche il certificato di nascita con i nomi dei nuovi genitori che serve per la trascrizione allo stato civile italiano del comune di residenza.
Al momento delle firme della sentenza si consiglia di leggere velocemente gli atti per verificare che i nomi della coppia e del bambino siano stati riportati correttamente e non rischiare di perdere tempo con rettifiche successive.
Di solito dopo l’udienza si va con l’assistente dell’avvocato a fare una foto tessera al bambino che servirà per produrre l’autorizzazione di viaggio all’estero per lo stato boliviano che verrà richiesta dall’avvocato stesso.
A questo punto bisogna predisporre i documenti per poter rientrare in Italia.
Tutti i documenti necessari per lasciare la Bolivia devono essere legalizzati dal Ministero degli esteri boliviano. Di questo si occupa l’assistente di Suor Domitilla. Dopo la legalizzazione i documenti possono essere faxati in Italia all’Istituto La Casa che li girerà alla traduttrice scelta. Si consiglia di mettersi d’accordo con la traduttrice prima e faxarli direttamente a lei dalla Bolivia.
Dopo la sentenza quindi l’avvocato si preoccuperà di recuperare il certificato di nascita pre-adozione, quello post sentenza di adozione con i cognomi dei genitori adottivi e il testimonio ovvero la sentenza di adozione per lo Stato boliviano.
Con questi documenti la coppia si reca presso l’Ufficio della Prefettura per fare la carta di identità del bambino, anche qui si è accompagnati da un’assistente e dall’avvocato. La carta di identità serve a sua volta per fare il passaporto
Attenzione: ai bambini piccoli viene presa l’impronta delle dita del piede e non della mano e viene fatta una fotografia al momento.
Quando è pronta la carta di identità ci si reca, sempre con assistente e avvocato all’Ufficio Migrazioni a fare il passaporto. Anche qui viene fatta una foto e prese le impronte delle dita dei piedi per i bambini piccoli. Dopo circa 2 giorni è pronto il passaporto.
Sul passaporto verrà poi apposto il visto per uscire dalla Bolivia all’Ambasciata italiana.
Mentre si fanno carta di identità e passaporto sarebbe meglio, per guadagnare tempo, aver faxato tutti i documenti che via via sono pronti in Italia.
Una volta che i documenti faxati sono stati tradotti in Italia, la traduttrice li ripassa all’Istituto che li inoltra alla Commissione Adozioni Internazionali a Roma che deve produrre l’autorizzazione all’ingresso del bambino in Italia, necessaria per il visto di ingresso in Italia. Di solito possono passare, da quando la CAI ha tutti i documenti, da 3 ai 6 giorni, se non ci sono problemi.
Ricapitolando documenti da faxare in Italia per ottenere l’autorizzazione all’ingresso del minore sono:
Certificato di sussidiarietà rilasciato dall’orfanotrofio;
Certificato di nascita originale prima dell’adozione;
Certificato di nascita con i cognomi dei genitori adottivi dopo la sentenza di adozione,
Sentenza di stato di abbandono;
Sentenza di adozione del Tribunale (Testimonio).
Normalmente il fax di questi documenti viene fatto da Suor Domitilla e dalle sue collaboratrici, si tratta di verificare con lei che la traduttrice li abbia ricevuti e siano stati tutti trasmessi alla Commissione Adozioni Internazionali a Roma.
Tutti i documenti necessari per lasciare la Bolivia vengono poi consegnati da Suor Domitilla alla coppia.
In attesa dell’autorizzazione all’ingresso, che, come detto, serve per far apporre il visto di ingresso in Italia sul passaporto dall’Ambasciata, la coppia può andare in ambasciata e consegnare tutti documenti in originale necessari per il visto (Indirizzo Ambasciata Av. 6 de Agosto n. 2575 La Paz, Tel : 02 2434955 / 29, Fax . 02 2434975, ambitlap@ceibo.entelnet.bo)
Ricapitolando documenti da consegnare all’Ambasciata per ottenere il visto d’ingresso sul passaporto del bambino sono:
Certificato di nascita originale prima dell’adozione;
Certificato di nascita con i cognomi dei genitori adottivi dopo la sentenza di adozione,
Sentenza di adozione del Tribunale (Testimonio).
Carta di identità del bambino;
Passaporto del bambino.
Tutti questi documenti sono legalizzati dall’Ambasciata italiana.
Dopo qualche giorno la CAI invia via fax l’autorizzazione all’ingresso del minore all’associazione a Milano, a suor Domitilla in Caritas a La Paz e all’Ambasciata italiana.
Si torna quindi in Ambasciata e si ritira il passaporto con il visto e tutti i documenti consegnati e nel frattempo legalizzati, farsi fare anche una fotocopia del fax dell’autorizzazione all’ingresso, se non si è già ritirata in Caritas.
Da questo momento è possibile rientrare in Italia e si può confermare con la compagnia aerea il giorno di rientro indicando eventuali esigenze particolari (pasti speciali, culla su volo transoceanico), se non ancora stato fatto.
E’ utile fare almeno 2 fotocopie di tutti i documenti che si possiedono, oltre che dei passaporti con relativi visti, che saranno mostrati o consegnati se richiesti.
All’aeroporto prima dell’imbarco, per fare il check in, è necessario aver pagato due tasse di imbarco di circa 25 l’una per cui è preferibile tenersi una scorta in dollari o in bolivianos.
Al momento dell’imbarco si passa dall’ufficio Migrazioni dove si consegna il Certificato di viaggio all’estero del bambino in originale e si mostrano tutti i passaporti, oltre che eventuali altri documenti richiesti.
Ricapitolando, i documenti da esibire all’Ufficio Migrazione boliviano all’aeroporto sono:
Testimonio;
Passaporti;
Certificato di viaggio all’estero in originale che viene ritirato.
Una volta giunti in Italia alla Dogana ci si reca con il bambino all’Ufficio di Polizia dove viene stilato un rapporto e si esibiscono i seguenti documenti:
Autorizzazione all’ingresso in Italia (una copia può essere trattenuta);
Passaporti (una fotocopia può essere trattenuta o fatta dagli agenti).