
Genera molta diffidenza tra noi "occidentali", pensiamo di bere la cocaina!! Orrore!! A Milano non c'è cocaina, no!!! Io l'ho bevuto e, tranquilli, non sono diventato cocainomane...
Perchè la Bolivia non è libera di commercializzarlo all'estero, quando qui da noi la cocaina è diventata uno status symbol?
Prima di dimenticarmi, volevo aggiornare il blog, raccontando che martedì scorso, è stata fatta la visita domiciliare da parte dell'assistente sociale. Visita che era sostanzialmente finalizzata a incontrare A., vederla dopo un po' di tempo e possibilmente capire qualcosa rispetto all'idea di tornare in Bolivia per un fratellino od una sorellina.
Anche se noi le avevamo raccontato semplicemente che sarebbero venute a trovarci delle amiche "che ci stanno aiutando" a tornare a La Paz, lei ha spiazzato tutti perchè senza che dicessimo niente è andata subito sull'argomento e ha detto all'a.s. che noi andremo a La Paz per un bebè a cui poi darà il suo cuccio!
Meglio di così!! Oggi poi l'a.s. mi ha chiamato per dirci che martedì 3 ci leggeranno le relazioni che poi verranno inviate al TM. A questo punto credo che il colloquio con il giudice, con in mezzo il periodo di Pasqua, dovrebbe avvenire per i primi di maggio.
per tutti quelli che sono o andranno a La Paz:
fate un salto alla Pasticceria Austriaca Fridolin in Av. 6 de Agosto n. 2145.
Il romanzo di Jaime Saenz, FELIPE DELGADO, è la minuziosa rappresentazione di un altro mondo. Un mondo in cui i rapporti abituali sono capovolti, in cui cessano di avere vigore le normali relazioni tra gli uomini e le cose. Ai quattromila metri di altitudine dell'Altipiano boliviano, nella metropoli del mondo più lontana dal mare - la città di La Paz, dove la luce accecante non è che la finzione del buio più profondo - batte il cuore del protagonista, animato dal motto attribuito a Cristoforo Colombo: "E' necessario navigare, vivere non è necessario". Sull'onda di questo paradosso vive, ama, sogna, soffre, ride, beve, festeggia e sbeffeggia il dono della propria solitudine e infine tenta di "strapparsi il corpo".
Mi ha chiamato l'A.S. per dirmi che per il giorno 13 marzo è fissato il colloquio con la psicologa presso il consultorio dell'ASL. Rispetto alla prima volta, questa è una novità. Infatti la volta scorsa gli incontri sono sempre stati fatti sia dall'A.S. che dalla psicologa insieme. Questa volta, invece, ci è stato spiegato, la psicologa ci vedrà separatamente dall'assistente sociale e farà una relazione a parte per il TM. Questo è infatti quanto è previsto dalla Convenzione che è in essere tra Comuni del distretto e ASL per quanto riguarda il servizio adozioni. Tra l'altro la psicologa non è la stessa della prima volta perchè nel frattempo è cambiata. Questa nuova, di fatto non ci conosce, l'abbiamo solo vista un anno fa quando venne a fare la domiciliare che il TM prevede di fare dopo un anno dall'adozione.
Da quanto abbiamo capito il prossimo incontro sarà una visita domiciliare per incontrare anche Angela che dovrebbero fare insieme psicologa e assistente sociale. E quello anche per la psicologa dovrebbe essere l'ultimo incontro.