Domenica 10 agosto sul quotidiano di La Paz è stato pubblicato un servizio sulle adozioni internazionali.
Si tratta di un articolo, che riporto di seguito tradotto, e dell’intervista alla giudice minorile Consuelo Taborga Montan (anche questa tradotta). Va sottolineata l’enfasi sulla priorità da dare alle adozioni nazionali (tenuto conto che la Razon non è particolarmente a favore del governo).
Adozioni a beneficio degli stranieri ma al di sopra della legge.
Nel primi 7 mesi del 2008 sono stati dati in adozione 12 bambini, 10 dei quali a favore di nuclei familiari stranieri di tre nazioni europee. Il Codice prevede che le famiglie boliviane abbiano la priorità.
Anche se la norma prescrive che boliviani e stranieri che vivono nel paese hanno la priorità ad adottare bambini orfani nei primi sette mesi del 2008, i tribunali dei bambini e degli adolescenti hanno eseguito 10 di 12 adozioni (83 per cento) verso famiglie straniere.
Il dettaglio di queste informazioni è contenuto negli archivi del dipartimento servizi sociali (Sedeges) sotto la Prefettura di La Paz. I documenti a cui ha avuto accesso La Razon danno conto dell'esecuzione di 12 adozioni di bambini che sono stati assistiti in tre orfanotrofi pubblici.
Secondo le informazioni, 10 dei 12 bambini sono stati dati a famiglie straniere, la maggior parte vive in Danimarca, Spagna e Italia. Solo due dei minori sono state dati a nuclei familiari boliviani.
Quattro delle 10 adozioni alle famiglie straniere sono state effettuate tramite la giudice del 1° tribunale dei bambini e degli adolescenti, Consuelo Taborga Montan. Il resto, vale a dire sei, sono stati effettuate a favore dei richiedenti stranieri dalla giudice della città di El Alto, Amparo Lira. Le uniche due adozioni che sono state date a famiglie boliviane sono state fatte dalla giudice del 2° tribunale dei bambini e degli adolescenti di La Paz, Jacqueline Rada.
Tuttavia, Taborga ha detto che nel corso di quest'anno non ha emesso alcuna sentenza di adozione e tanto meno ad una famiglia straniera. "Nessuna adozione internazionale nessuno, andando a memoria, lo stesso per quelle nazionali, molto poche, ma i dati dovrei vederli", ha risposto.
Taborga ha chiarito che non ci sarebbe alcun tipo di conflitto con le organizzazioni non governative (ONG) che hanno presentato la richiesta per l'adozione.
Rosario Escobar, responsabile del servizio di assistenza sociale e Famiglia del Sedeges, ha ricordato che il codice di Bambini e Adolescenti afferma che le famiglie boliviane hanno la priorità sulle adozioni. All’articolo 74 della legge, riferito alla promozione e alla priorità delle adozioni, si legge che "le istanze tecniche di organi governativi sviluppano programmi promozionali per favorire le adozioni nazionali. Sarà data priorità alle domande da parte di cittadini e stranieri che vivono nel paese per più di due anni, rispetto agli stranieri e boliviani che vivono all'estero".
Escobar ha aggiunto che tali disposizioni permettono di mantenere la cultura e l'origine propria del bambino. "Se un bambino viene adottato da nuclei familiari nazionali, è più probabile che mantenga la propria cultura, in quanto i suoi genitori adottivi sono del suo stesso paese".
Ha aggiunto che l’Hogar Virgen de Fatima, dove sono accolti bambini orfani che necessitano di una famiglia, dipende dal Sedeges, ma il servizio sociale opera anche con l’Hogar Virgen de la Esperanza e l’Hogar Villegas.
Nel primo semestre di questo anno, il Sedeges ha ricevuto 36 bambini che sono stati portati nei tre hogar, per cause legate all’abbandono, all’abuso, e alla irresponsabilità e la perdita dei genitori, ha detto.
Ha continuato dicendo che nello stesso periodo ci sono stati 40 minori che hanno smesso di essere presi in carico dai servizi, nove adozioni internazionali e una nazionale (vale a dire 10 in totale), a cui si sommano altre due adozioni nel mese di luglio, per un totale di 12 bambini precedentemente ospitati negli hogar.
Da parte sua, Rina Padilla, incaricata dei casi dell’unità per le cause civili della Corte Superiore di giustizia di La Paz, ha spiegato che nella prima metà di questa gestione questa istanza giudiziale ha ricevuto circa 38 domande di adozione.
Padilla ha comunicato che da gennaio fino a marzo si utilizzava un sistema informatico arretrato, che non consentiva di individuare a quale tipo di adozione ci si riferiva, se nazionale o straniera.
Tuttavia, ha potuto precisare che nei primi tre mesi alla giudice Taborga sono state assegnate otto domande e alla giudice Rada, sette. Dal primo aprile, è stato installato un nuovo sistema, denominato IANUS, che specifica il tipo di richiesta presentata dai richiedenti. "Con il nuovo sistema sono stati assegnate otto adozioni nazionali per il primo tribunale per i bambini e gli adolescenti (Taborga) e sette per il tribunale 2° (Rada); le domande di adozione internazionale sono prese in carico per la maggior parte a El Alto, in questo caso, da aprile fino ad oggi ne sono state prese in carico tre internazionali, per cui ciascun tribunale ne ha gestita una", ha detto.
Secondo la professionista, da quando è in servizio alla Corte Superiore di giustizia, la maggior parte delle richieste sono sempre state per coppie o famiglie boliviane.
"Da quando ho questo incarico (circa un anno), si può vedere che la maggior parte delle domande sono presentate da famiglie nazionali, circa 20 o 25 delle 38 che sono state presentate a questo ufficio", ha detto Padilla.
Intervista: "Ci sono molte cose (sulle adozioni) che non sono chiare"
Consuelo Taborga Montana, Primo Giudice del Tribunale dei bambini e degli adolescenti.
Sappiamo che il maggior numero di adozioni è internazionale. Perché?
La maggior parte delle domande sono internazionali, ce ne sono molto poche nazionali.
Tuttavia, la Corte Superiore di giustizia ha dati che indicano che la maggior parte delle domande sono nazionali.
Impossibile. Se lei desidera venga e le mostro le liste annuali, questo è impossibile, non ho in mente i dati, ma ci sono pochissime domande nazionali.
In ogni caso, a livello nazionale le domande nazionali hanno la priorità. E 'vero?
Sì, questo si chiama principio di sussidiarietà.
Quando vengono date le priorità?
Quando le nazionali e le internazionali arrivano con la stessa data, ad esempio, vi è una domanda nazionale e con essa una internazionale, una danese, ossia della Danimarca, in questo caso ha la precedenza la domanda nazionale.
E se una internazionale arriva prima di una nazionale?
Ha la precedenza quella internazionale, perché altrimenti non si procederebbe mai con quelle internazionali. La maggior parte dei casi che sono stati dati in adozione sono stati a favore di cittadini di Danimarca, Spagna e Italia.
Perché?
Proprio su questo ha sollevato di recente una richiesta di interpretazione nazionale alla Corte Superiore di giustizia. Ad esempio, nella gestione 2007 arrivano domande da Spagna, Danimarca e Italia, anche se ... per dire, se nella gestione 2007 arrivano domande solo dalla Spagna, se il giudice è chiuso, concede adozioni solo alla Spagna. Non vi è alcun meccanismo nazionale di distribuzione, ad esempio, che consenta una distribuzione equa, vale a dire, per tutte quelle che arrivano da Spagna, Danimarca, Francia, Italia e così via. Ho presentato in data 10 giugno una istanza affinché si crei un meccanismo nuovo perché questo crea problemi a livello nazionale.
Possono essere le organizzazioni non governative (ONG) a fare le domande?
Sì, non vi è alcun limite, il limite lo mette il controllo dello Stato, per dirle, se la Spagna sottoscrive un accordo, la Spagna ha la propria autorità centrale che è responsabile di tutto, l'Italia altrettanto, noi non abbiamo relazioni solo con il rappresentante in Bolivia. Il tema delle adozioni è interstatale, i responsabili sono gli stati, in Bolivia c'è una autorità centrale solo per le adozioni internazionali che è il Vice Ministero di genere e generazionale e lo stesso ha ogni stato che ha questo tipo di controlli. Il rappresentate è praticamente un semplice amministratore, ma ciò non significa che non abbia responsabilità.
Non si devono fare prima delle analisi psicosociali per sapere se si può adottare o no?
Naturalmente. Secondo le norme straniere, questo inizia nel paese di origine, se si tratta dell’Italia, la coppia si deve sottoporre a questa analisi in quel paese. Più tardi, nel corso del processo, è anche sottoposta a una relazione attraverso il Servizio dipartimentale della Gestione Sociale (Sedeges) e passa attraverso una serie di controlli nazionali e internazionali.
Lei quante adozioni ha fatto in questa gestione (in questo ultimo anno)?
Internazionali nessuna ... forse una o poco più, ma posso dimenticare, nazionali lo stesso, molto poche, ma dovrei vedere i dati.
Approssimativamente?
Internazionale nessuna, credo che è in essere una nazionale una o due, non di più.
Da quanto tempo è giudice primo del tribunale dei bambini e degli adolescenti?
Da cinque anni.
Qual è la distribuzione dei casi di adozione?
C’è una cattiva distribuzione, se si va a El Alto, vedrà che il numero di adozioni internazionali è più grande che quello dei tribunali primo e secondo (di La Paz)1° messi insieme, ci sono molte cose che non sono chiare.